Testamento olografo
Come si scrive un testamento olografo, perché sia valido.
Aggiornato a settembre 2026 · Lettura: 4 minuti
La risposta breve. Il Codice civile (art. 602) chiede tre cose: che sia scritto interamente a mano tua, che porti la data completa (giorno, mese, anno) e che sia firmato in fondo. Niente notaio, niente moduli, niente testimoni. Un foglio e una penna.
È la forma più usata in Italia: quasi otto testamenti su dieci.
Le cinque regole
- Tutto a mano, tutto tuo. Niente computer, niente moduli prestampati, niente testo dettato a qualcun altro. Se una sola parte è di un'altra mano o a macchina, il testamento è nullo.
- La data completa. «Milano, 6 settembre 2026». Una data incompleta espone il testamento a contestazioni: serve a stabilire quale vale, se ne esistono più di uno.
- La firma in fondo. La tua firma abituale, nome e cognome, sotto l'ultima riga. Quello che scrivi sotto la firma non vale.
- Chiaro e semplice. Chi riceve cosa, con nome, cognome e data di nascita; i beni descritti senza dubbi. Se sbagli, riscrivi il foglio: niente cancellature.
- Uno solo. Se cambi idea, scrivine uno nuovo che cominci con «Revoco ogni mio testamento precedente», e distruggi il vecchio.
Un esempio da ricopiare
Milano, 6 settembre 2026
Io sottoscritto Giorgio Bianchi, nato a Torino il 3 marzo 1958, nel pieno delle mie facoltà, revoco ogni mio testamento precedente e dispongo quanto segue.
Lascio a mia moglie Anna Rossi, nata a Milano il 9 luglio 1960, la casa in cui viviamo, in via Roma 12 a Milano.
Lascio a mio figlio Luca Bianchi, nato a Milano il 20 maggio 1990, il conto corrente presso la Banca X.
Desidero un funerale semplice, con rito civile.
Giorgio Bianchi
Ricorda che una parte del patrimonio spetta per legge a coniuge e figli (la «legittima»): nella guida trovi le quote per ogni situazione familiare.
Gli errori che lo rendono nullo o inutile
- Scritto al computer o su un modulo: nullo.
- Senza firma: nullo. Senza data: contestabile.
- Testamento congiunto («io e mia moglie…»): nullo. Ognuno scrive il proprio.
- Chiuso in una cassetta di sicurezza: alla morte viene bloccata, e il testamento resta dentro.
- Tenuto nel cassetto senza dirlo a nessuno. È l'errore più comune, e il più grave.
Il punto che nessuno dice: il 77,7% dei testamenti italiani è olografo, e nessun registro pubblico sa dove siano. Il Registro Generale dei Testamenti conosce solo quelli depositati da un notaio. Quello scritto bene, nel cassetto, resta da trovare fra le carte — nel momento peggiore per farlo.
Per questo esiste TAMO: registra dove si trova il testamento — e i conti, le polizze, le password, le volontà — e lo dice alle persone giuste, solo quando serve.