Coppie non sposate
Non siete sposati? La tua compagna non eredita.
Vale anche per il compagno · Aggiornato a settembre 2026 · Lettura: 3 minuti
La risposta breve. Se non siete sposati né uniti civilmente, per la legge italiana il convivente non è un erede. Senza testamento, tutto va ai parenti — figli, genitori, fratelli, fino ai cugini — e alla persona che ti è stata vicina ogni giorno non spetta nulla: nemmeno la casa in cui avete vissuto, se è intestata a te.
Non conta da quanti anni state insieme. Conta solo un foglio scritto a mano.
Cosa puoi fare, in tre passi
- Scrivi un testamento olografo. A mano, con data completa e firma. Non serve un notaio e non costa nulla. Puoi lasciare al convivente tutto ciò che la legge non riserva a figli, coniuge o genitori: la quota disponibile. Se non hai figli né genitori viventi, è l'intero patrimonio.
- Pensa alla casa. Se è tua, puoi lasciargliela in proprietà, oppure lasciargli il diritto di abitarci per tutta la vita (usufrutto o diritto di abitazione), lasciando la proprietà ai figli: è la soluzione che mette d'accordo tutti.
- Fai in modo che venga trovato. Un testamento nel cassetto, che nessuno sa dov'è, non tutela nessuno: il 77,7% dei testamenti italiani è scritto a mano e nessun registro pubblico sa dove sia. Dillo a una persona di fiducia, depositalo da un notaio, o registra dove si trova.
Se ci sono figli, la legge riserva loro una parte (la «legittima»): nella guida trovi le quote per ogni situazione. Per patrimoni complessi, un notaio è la scelta giusta.
Non è una cosa da ricchi.
Non servono ville né conti all'estero. Basta una casa in cui vivete, un conto corrente, una macchina, una pensione di reversibilità che non arriverà, e una persona a cui tieni.
Per chi ha poco, mettere in ordine conta di più: ogni cosa che si perde, si perde tutta. E la persona che resta senza nulla, spesso, è quella che ha fatto di più.
TAMO nasce per questo. Registra dove si trovano il testamento, i conti, le polizze, le password e le tue volontà, e le consegna alla persona che indichi tu — la tua compagna, il tuo compagno — solo quando serve, dopo una verifica. Con, per prima cosa, un video tuo.